Bastava chiedere! di Emma

Una volta al mese mi reco in biblioteca alla ricerca di qualche nuovo libro da leggere o per recuperare le letture dedicate ai vari gdl che seguo su Instagram.

A marzo, insieme a Longbourn House (scoperto leggendo Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen, ve ne parlerò presto), mi sono imbattuta in un libro dalla copertina rosa e dal titolo scritto a caratteri cubitali, “BASTAVA CHIEDERE!”, quasi a voler a tutti costi attrarre la mia attenzione.

Così, mi sono detta, perché no? Lo prendo e lo porto a casa, fiera del mio bottino mensile.

Dall’introduzione capisco già che sarebbe stata una letturapiacevole, ma soprattutto molto istruttiva e che, forse, mi avrebbe anche lasciato un po’ di amaro in bocca.

Michela Murgia, autrice dell’introduzione di Bastava chiedere! 10 storie di femminismo quotidiano, scrive:

La questione dello squilibrio di carico mentale è ancora un fronte poco battuto nel dibattito mainstream sul dislivello di genere ed è anche uno dei più rischiosi, perché tocca direttamente la struttura dei rapporti personali.

Tutti sono d’accordo sul fatto che la differenza salariale tra i sessi sia inaccettabile in un Paese civile dove uomini e donne dovrebbero avere gli stessi diritti, ma pochissimi sono disposti ad ammettere che anche a parità di salario quello tra i sessi rimarrebbe un dislivello, perché allo stato attuale della consapevolezza sociale tutte le migliori energie degli uomini sono dedicate al loro lavoro e alle loro passioni, mentre quelle delle donne devono continuamente defluire verso l’organizzazione dell’accudimento degli affetti.

Se gli uomini nella vita vengono sospinti verso un PERCHÉ, alle donne si insegna ancora ad agire motivate da un PER CHI, senza il quale viene loro detto che le loro vite saranno incomplete […]

L’autrice Emma affronta il tema ancora molto attuale sulla disparità di genere. La differenza salariale tra uomini e donne è solo uno degli aspetti discussi, ma che mi sta particolarmente a cuore.

Sembra che le donne non possano avere un incarico importante perché soggette a isteria (interessante anche l’origine del termine “isterica”: coniato riferendosi all’utero delle donne. Avete mai sentito dire di un uomo che è isterico? Io mai!). Eppure credo che l’ultimo anno ci abbia dimostrato che di donne in grado di sostenere un incarico ad alti livelli ce ne siano, eccome.

Vi citavo Orgoglio e Pregiudizio all’inizio di questa recensione. Ebbene, per quanto i due libri siano stati scritti in due epoche completamente diverse e molto lontane tra loro, mi rammarico delle similitudini incontrate nella considerazione delle donne, il cui unico pensiero deve essere quello di badare agli altri.

E la propria realizzazione personale dove la mettiamo?

Lavoro, casa, figli, marito, pranzo e cena, incredibile il carico mentale che grava sulle donne, spesso senza neanche rendersene conto. Ciò che è più grave, però, è che questo carico mentale, non solo non viene riconosciuto né dentro né fuori le mura domestiche, ma il più delle volte si trasforma in manipolazione emotiva.

Forse non abbiamo uno stipendio adeguato perché non possiamo fermarci in ufficio oltre le 8 ore lavorative perché dobbiamo andare a casa a preparare la cena per i bambini, a stirare le camicie per il marito (che il mattino seguente deve salvare il mondo).

E forse è giusto che durante un colloquio di lavoro ci venga chiesto se abbiamo figli o, ancora peggio, se ne vogliamo avere.

Chiaramente niente di tutto ciò è normale e, anzi, sono convinta che un incaricato alla selezione del personale – specie se donna – dovrebbe avere quel pizzico di scaltrezza che lo porti a valutare le naturali doti di project management, mediazione, gestione del tempo, capacità di ascolto e team leader possedute da una donna che gestisce una famiglia.

Ecco, questo libro parla a tutte noi donne, ci sprona ad aprire gli occhi e ad arrabbiarci quando è giusto farlo. Ma soprattutto, questo libro parla agli uomini e lo fa in modo chiaro e semplice, utilizzando aneddoti di vita quotidiana in forma di fumetto. Non ci sono scuse per continuare a far finta di non capire!

Al prossimo compleanno dei vostri mariti / fidanzati, sapete cosa regalare. Saranno sconvolti dalla mole di cose e pensieri che ci portiamo dietro quotidianamente, senza lamentarci, a cominciare dai loro slip bucati.


Pubblicato da Simona Fortuna

Professionista nel settore del Marketing Digitale, da sempre amante della lettura e della scrittura. La mia 'Fortuna'? La mia curiosità! La passione per le culture straniere mi ha portato a laurearmi in lingue e a combinare le mie conoscenze al più che mai attuale mondo del digitale. Qualcuno mi definisce Fashion addicted, a me piace semplicemente presentarmi al meglio.

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