Inconfutabili prove dell’esistenza di Babbo Natale

Due storie, due ambientazioni, un unico filo conduttore

In una gelida notte di un dicembre diverso dagli altri si incrociano le storie di due personaggi, le cui vite sembrano apparentemente distanti tra loro, sebbene accomunate da qualcosa (o qualcuno) che li legherà per sempre.

La storia è quasi completamente ambientata a Saint-Véran, piccolo villaggio delle Alpi francesi, dove vive in solitudine Christopher, psichiatra londinese di successo. La solitudine del dottore viene interrotta dall’arrivo di una visita inaspettata da Provins.

Johnny Morel, giornalista e padre disperato, bussa alla porta del medico in cerca di aiuto. Solo lui può salvare sua figlia, la piccola Anna, in coma dopo un brutto incidente.

Un passato ancora troppo attuale

La fama da ottimo psichiatra e l’aiuto di Maurice Girard, scienziato specializzato in neurologia all’Università di Parigi, consentono al dottor Christopher di realizzare un suo sogno: entrare nella mente delle persone in coma e aiutarle a risvegliarsi.

Nasce così la Fantasy Machine, un macchinario maledetto che porta alla rovina della vita dello psichiatra, la perdita di un ragazzo in coma e dell’amicizia di Michael.

Un passato con il quale Christopher tenterà di chiudere più volte, ma che quella notte di dicembre torna a bussare alla sua porta nelle sembianze di Johnny.

La magia del Natale

bambina_che_decora_albero_nataleSi sa, il Natale è magico e lo spirito natalizio cambia le carte in tavola. Johnny è ormai rassegnato all’idea che lo psichiatra non lo aiuterà a salvare sua figlia, ma qualcosa smuove l’animo apparentemente burbero di Christopher e insieme si dirigono verso la casa del giornalista dove ad attenderlo trovano la moglie Joséphine e la piccola Anna, distesa sul letto della sua cameretta.

Inizia qui il viaggio di Christopher nella mente della bambina, un viaggio tra passato e presente, tra speranza e rassegnazione.

L’autore, Alessandro Corea, ci porta a conoscere Anna attraverso le sue tre versioni: la bambina felice e amante del Natale, la parte cattiva (Nera) che non vuole tornare in vita perché teme di rimanere paralizzata, la coscienza di Anna presentata nelle vesti di gelataia – prima – e di albero – poi.

Una storia tra il reale e il fantastico che intreccia le vite di tutti i personaggi, portandoci a conoscerli uno a uno: da Anna, con tutte le sue personalità, a Joy, la pallina di Natale animata e che sarà di grande aiuto a Christopher per riportare in vita la bambina. Il ruolo centrale di quello che potrebbe essere un semplice addobbo per l’albero, emerge sin dalla copertina del libro.

Lo spirito natalizio pervade l’intero romanzo e ci porta “inconfutabili prove dell’esistenza di Babbo Natale”: «Il falegname di Saint-Véran, Il Babbo Natale dell’autogrill, l’idraulico di Provins. E molti, molti altri.»

L’insegnamento più importante

La Fantasy Machine del dottor Christopher altro non è che la metafora della forza di volontà insita in ciascuno di noi. Non è qualcosa di materiale che può salvarci la vita, ma siamo noi stessi. Solo se vogliamo le cose cambiano e i sogni si realizzano.

Un insegnamento, questo, trasmesso attraverso le parole che lo stesso Christopher rivolge ad Anna dopo il suo risveglio dal coma:

“Non c’è niente di facile. E neppure di già stabilito. La nostra storia siamo noi che la scriviamo, minuto dopo minuto.”

Un messaggio che emerge anche dalle parole dell’autore:

 

“Io ho un sogno e ho il dovere e la responsabilità di realizzarlo. Intendo seguirlo […]. Non penso e non mi interessa come ci arriverò, l’importante è realizzarlo.”

Pubblicato da Simona Fortuna

Professionista nel settore del Marketing Digitale, da sempre amante della lettura e della scrittura. La mia 'Fortuna'? La mia curiosità! La passione per le culture straniere mi ha portato a laurearmi in lingue e a combinare le mie conoscenze al più che mai attuale mondo del digitale. Qualcuno mi definisce Fashion addicted, a me piace semplicemente presentarmi al meglio.

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