Così piccoli da occupare un grande spazio

“I bambini sono come i marinai: dovunque si posano i loro occhi, è l’immenso.”

Christian bobin

Chi non ha mai avuto paura di prendere in braccio un bambino piccolo, specie se appena nato, per timore di fargli del male?

È questo il primo pensiero che ci passa per la testa quando vediamo un neonato, oltre a provare quel senso di tenerezza misto a stupore, naturalmente provocato dal miracolo della nascita.

Eppure, quei piccoli esseri umani hanno esattamente gli stessi diritti di un uomo adulto e, oggi, Giornata universale del bambino, li ricordiamo.

20 novembre o 1° giugno? La data è solo una convenzione

La Giornata universale del bambino nasce per sottolineare l’importanza della tutela dei bambini e sancisce il diritto alla vita, alla sopravvivenza, alla salute, all’istruzione, al gioco, alla famiglia, alla non discriminazione, all’ascolto della propria opinione; a volte ci dimentichiamo che anche loro sono esseri pensanti (e in alcuni casi, meglio di noi adulti).

L’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza ha realizzato uno spot video in cui i diritti dell’infanzia vengono spiegati con parole semplici.

Soprattutto, questa giornata sancisce il diritto dei bambini e degli adolescenti alla protezione dalla violenza, dagli abusi e dallo sfruttamento.

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Episodi di violenza sui bambini sono, ancora oggi, molto presenti nella cronaca, italiana e non: abusi, abbandono, sfruttamenti, matrimoni precoci. Sempre più spesso si ascoltano episodi legati alle cosiddette “spose giovani”, bambine costrette dalla famiglia a sposare uomini molto più grandi e, ciò che provoca ancora più ribrezzo, per ragioni che ruotano attorno al dio denaro.

Ma quali sono le origini di questa giornata?
C’è chi fa risalire questa occorrenza alla data del 1° giugno, stesso giorno in cui nel 1925, a Ginevra (in Svizzera) si svolgeva la Conferenza mondiale sul benessere dei bambini.

C’è chi, invece, fa coincidere questa giornata con l’adozione della Convenzione sui diritti del fanciullo da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, avvenuta proprio il 20 novembre del 1989. Esattamente 31 anni fa.

In Italia questa giornata, anche conosciuta come Giornata Internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, è stata ratificata il 29 maggio 1991.

Nel calderone delle date, ciò che conta è il messaggio di questo giorno: far luce sulle tante violenze che l’infanzia subisce.

L’importanza del gioco

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Tra i diritti del bambino figura il diritto al gioco. Proprio in questi giorni, Mediaset ha lanciato la campagna sociale “Giocare è una cosa seria”. A partire dal 2 novembre, infatti, va in onda uno spot che vede come protagonisti tre fratellini che giocano nel lettone con pupazzetti e peluche.

La bambina interpreta l’esploratore che sta per raggiungere la cima della montagna, ma viene ostacolato dal mostro, interpretato dal fratello. Ecco che arriva in soccorso il mago (il terzo fratellino), che trasforma il mostro cattivo in un mostro buono. La favola termina con l’arrivo della “fata del solletico” che fa ridere tutti.

Un messaggio rivolto ai genitori

La figura della mamma, nelle vesti della “fata del solletico”, rappresenta un invito che Mediaset vuole rivolgere ai genitori. Il messaggio che si vuole trasmettere è quello di giocare di più con i propri figli e di privilegiare il gioco fisico a quello digitale, mettendo da parte videogiochi, smartphone e tablet.

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Il gioco, così come la lettura, aiutano il bambino a sviluppare la creatività e l’immaginazione. La lettura, in particolare, ha diversi benefici:

  • la favola della buonanotte aiuta il bambino a rilassarsi e ad accompagnare il sonno
  • permette di instaurare un rapporto intimo con il genitore
  • favorisce lo sviluppo delle attività pre-linguistiche
  • aiuta a comprendere le emozioni

In tutte le fiabe ci sono i ruoli canonici del cattivo e del buono, dell’eroe che salva i deboli dai pericoli.
Nel 2018, il gruppo editoriale Hachette ha lanciato la collana di libri illustrati “Un mondo di emozioni”.

Costituita da 60 numeri, ogni uscita raccontava una storia che aveva l’obiettivo di spiegare un’emozione.

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Dalla paura, raccontata attraverso la favola di Mattia e la sua coperta che abbraccia; 

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alla rabbia di Alice, spazzata via dal barattolo della calma che le ha regalato la sua mamma.  

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E poi, ancora, l’allegria, descritta dalla pioggia di risate di Martina e Leo. 

Quale miglior modo di festeggiare questa giornata se non quello di leggere una bella fiaba ai vostri bimbi?

Pubblicato da Simona Fortuna

Professionista nel settore del Marketing Digitale, da sempre amante della lettura e della scrittura. La mia 'Fortuna'? La mia curiosità! La passione per le culture straniere mi ha portato a laurearmi in lingue e a combinare le mie conoscenze al più che mai attuale mondo del digitale. Qualcuno mi definisce Fashion addicted, a me piace semplicemente presentarmi al meglio.

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