Il giardino delle vespe

Un rifugio causa di gioia e di dolore

Nelle giornate devastate dalla guerra civile, in Siria vivono tre bambini molto amici tra loro: Khaled, Joussef e Ameena. Joussef, insieme al fratello minore Khaled, trovano un giardino abbandonato e decidono di trasformarlo nel loro rifugio. Un riparo dai bombardamenti di quella guerra che stava dilaniando il Paese.

Ma, prima di appropriarsi di quel rifugio, c’era un nemico da distruggere: un nido di vespe che aveva fatto della piccola Ameena la sua prima vittima.
Khaled convince il fratello a tornare in quel posto il giorno successivo all’alba, per sorprendere il nemico nel sonno. Il suo obiettivo era bruciare il nido di vespe senza essere attaccati, così come era già successo ad Ameena.

Il nemico nascosto

Il nido di vespe non era l’unico nemico contro cui combattere.
Il mattino seguente all’alba, come stabilito, Khaled e Joussef si recano al giardino che ben presto sarebbe diventato il loro rifugio segreto. Ameena non era stata invitata a compiere questa impresa. In quanto femmina, sarebbe stato molto pericoloso per lei.
bambina

La lotta contro i pregiudizi

Ameena, che in un primo momento aveva accettato di rimanere a casa, nell’attesa che gli amici distruggessero il nido di vespe, aveva trascorso tutta la notte a riflettere. Il mattino seguente decise che no, lei non poteva starsene a casa ad aspettare, solo perché era una femmina. Si vestì di tutta fretta per raggiungere gli amici al giardino delle vespe.

Una mina antiuomo, rimasta inesplosa fino ad allora, scoppiò proprio nel momento in cui Ameena stava passando di là.

L’inizio della storia

E qui che inizia la vera trama del romanzo, dove Ameena diventa la protagonista di un lungo viaggio. Dopo aver perso una gamba a causa di una mina antiuomo rimasta inesplosa, la bambina insieme ai suoi genitori migrano in Italia. Ameena non riuscirà mai a integrarsi nel nuovo Paese. Decide così di tornare in Siria, ma il tragitto sarà lungo e ricco di incontri. Uno in particolare, quello con la giovane gitana Kasja e la sua famiglia di circensi, cambierà per sempre i destini dei protagonisti.

Una storia di guerra, coraggio, determinazione ed empatia

L’empatia è il tema intrinseco del romanzo. L’autrice, con questa storia, ha voluto sottolineare che l’unica via che abbiamo per provare a migliorare noi stessi e la società in cui viviamo è l’empatia, il sentimento che ci porta a cercare di comprendere gli altri. Il giardino delle vespe è un invito ad accettare gli altri, anche se appartengono a religioni, culture o addirittura a specie diverse e anche se hanno stili di vita opposti ai nostri perché solo con la comprensione si può costruire qualcosa, superando i pregiudizi.

uguaglianza uomo donna

E poi il coraggio, rappresentato dalla figura di Ameena che, con i suoi 6 anni, è già decisa e determinata a far valere anche il suo punto di vista.

La solidarietà, impersonata dalla vecchia signora che supera la fatica degli anni per soccorrere la bambina rimasta vittima della mina antiuomo; e dalla mamma di Khaled e Joussef che si prende cura della piccola Ameena come fosse sua figlia, quando i genitori sono via per lavoro.

Non da ultimo, il tema dell’immigrazione, sempre attuale.

Angela Ticca è una scrittrice emergente che con la sua sensibilità è riuscita a trattare temi importanti in un romanzo che, già dal primo capitolo, mi ha rapita.
Non vedo l’ora di leggere l’intero libro appena sarà pubblicato.


Pubblicato da Simona Fortuna

Professionista nel settore del Marketing Digitale, da sempre amante della lettura e della scrittura. La mia 'Fortuna'? La mia curiosità! La passione per le culture straniere mi ha portato a laurearmi in lingue e a combinare le mie conoscenze al più che mai attuale mondo del digitale. Qualcuno mi definisce Fashion addicted, a me piace semplicemente presentarmi al meglio.

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